Basta fare qualche ora di aereo per capire che la realtà non esiste, che ognuno di noi cresce e vive condizionato dalla cultura e dalla religione del proprio paese.

Quello che può essere normale da noi è improponibile in paesi come il Pakistan e viceversa.

Cosa è reale e cosa non lo è ?

Dipende dove nasci, dipende la religione in cui si crede e purtroppo dipende se nasci uomo o donna.
In molti paesi del mondo, i matrimoni combinati e imposti dalle famiglie sono più che frequenti: sono una prassi abituale e consentita.

I MATRIMONI forzati in Italia, coinvolgono tante giovani donne e bambine costrette a subire violenze fisiche e psicologiche, stupri, sequestri e rimpatrio forzato nei Paesi d’origine e a volta addirittura la morte e se rimani viva per te non è prevista sicuramente la FELICITA’.

Non conosciamo i numeri precisi, ma si tratta di un fenomeno che è ormai molto diffuso in tutta Europa a causa delle forti ondate migratorie.

Sembrerebbe impossibile per queste donne fuggire da questo destino atroce, ed è proprio cosi che accade nella maggior parte dei casi.

Quando ho letto la storia di Muniba è come se di colpo fosse diventata una mia cara amica!!!

Muniba Mazari è Pakistana, nasce in una famiglia conservatrice dove è normale per una figlia non dire mai “NO” al proprio padre, lui per lei aveva già pianificato tutto, soprattutto con chi Muniba avrebbe dovuto passare il resto della sua vita.

Condizionata dalla cultura e dalla religione del suo paese che prevede compiacere la propria famiglia qualsiasi sia la richiesta davanti ad un matrimonio combinato Muniba risponde al padre :
“Se questo ti rende felice ACCETTO.”

A 18 anni le ragazze pensano a divertirsi, a laurearsi, a viaggiare, a conoscere, mentre Muniba era destinata invece ad essere semplicemente una moglie infelice, vicino ad un uomo che non amava.

A 21 anni l’opportunità per lei nasce da un incidente stradale, strano pensarlo ma è cosi.

Suo marito mentre stava alla guida, a causa di un colpo di sonno con Muniba affianco, sbanda e la loro automobile cade in un fossato.

Lui riesce ad uscire in tempo mentre Muniba rimane bloccata nell’automobile.

Arrivarono i soccorsi, Muniba riporta fratture multiple in tutto il corpo, ma per estrarla dall’auto gli spezzano la colonna vertebrale.
I due mesi successivi in ospedale sono per lei un incubo.

Muniba amava dipingere e sognava di diventare un artista e un giorno il dottore entra nella sua camera e le dice:” Non potrai più dipingere, potrai fare la casalinga nella vita, ma non l’artista.”

Il secondo giorno il dottore rientra nella sua camera e le dice:” La tua colonna vertebrale ha delle lesioni gravi e non potrai più tornare a camminare”

Il terzo giorno rientra il dottore e le dice:” A causa delle fratture multiple alla schiena non potrai mai dare alla luce un figlio.”

Se riuscissimo ad entrare in quello che ha provato Muniba in quei giorni, il dolore e la devastazione emotiva e di impotenza davanti ad una realtà cosi assurda per una ragazza di 21 anni, faremo fatica a capire dove ha trovato la forza per continuare a vivere.

Senza ne un corpo abile, ne la possibilità di dipingere, ne tanto meno quella di diventare madre, Muniba stanca di quelle pareti bianche senza emozioni, chiede ai suoi fratelli di avere delle tele e dei colori.

Da quel momento inizia a dipingere, cercando di trasmettere con i suoi disegni quello che stava provando.

Da quel giorno decide di riscattare la propria vita, di non compiacere nessuno, aveva appena deciso di non essere conforme ad un sistema di regole, di non essere perfetta per gli altri, ma di iniziare ad essere perfetta per se stessa.

Prese un foglio di carta e iniziò a scriverci sopra tutte le sue PAURE, una per una e decise in quel momento di affrontarle tutte.

La sua più grande PAURA era affrontare il divorzio in quella situazione, ma decise di ribellarsi e lo fece.
La sua seconda paura era quella di non poter diventare madre e questo la dilaniava.

Muniba iniziò a rappresentarsi le cose in maniera diversa ed è proprio in quel momento che iniziò a vivere la sua vita.

Nel mondo ci sono tanti bambini non voluti, abbandonati e Muniba Mazari iniziò a pensare che per essere madre non implicava per forza partorire, ma prendersi cura, amare e crescere un figlio che era venuto al mondo e che cercava a sua volta di essere accettato e amato da qualcuno.

Decise di adottarne uno e coronare cosi il suo sogno, suo figlio si chiama Neal Mazari e oggi ha 6 anni.

Piuttosto che occuparsi degli invalidi nei modi canonici che conosciamo, Muniba decise di mostrarsi al mondo per come era realmente.

Inizia a dipingere, partecipa a diverse campagne come modella, diventa conduttrice di una rete importante Pakistana e ha partecipato

negli ultimi tre anni a tantissimi programmi televisivi, gira il mondo intervenendo in centinaia di congressi per i diritti dei bambini e delle donne.

Nel 2015 diventa ambasciatrice ONU per le donne in Pakistan, entra nelle classifica delle 100 donne più influenti del mondo.
E’ fra le 30 persone con meno di 30 anni presente sulla rivista Forbes nel 2016 .

 

Se inizi ad amarti per come sei, il mondo lo nota.

Forse non ci hanno insegnato ad amarci veramente, ma questo non vuol dire che non possiamo imparare.

Appena nasciamo abbiamo un’idea bellissima della vita, poi i risultati nella maggior parte dei casi non arrivano e ci arrendiamo.

Muniba Mazari rifiuta di considerarsi una vittima delle circostanze ed è ambasciatrice concreta del pensiero che le avversità possono, se lo vogliamo e ci sono le condizioni, essere trasformate in opportunità.

 

Buon viaggio amica nostra e grazie per questa grande testimonianza di forza.

D’accordo con tutti i suoi pensieri, vogliamo salutarvi con una riflessione:” e se fossero le avversità a creare le più grandi opportunità?