Fin da piccola sono sempre stata attratta dal CIELO.

Mi chiedevo cosa ci fosse dopo, dove finisse questo tetto blu enorme che avevo sopra la testa. Perché non si poteva prendere o toccare?

Ho amato i suoi colori e le sue sfumature da sempre.

La vera emozione è stata quando per la prima volta ho visto la Terra dal cielo.

Le proporzioni cambiano, tutto risulta diverso dall’alto, come se il mondo cambiasse forma.

E’ tutto più piccolo, i palazzi, i monumenti, gli stadi, i fiumi, le strutture enormi diventano piccole.

Con l’esperienza derivante dal campo e avendo fatto della crescita personale la mia vita, scoprii che vedere la vita dall’alto è un atteggiamento mentale che facilita la leadership.

Se cambi prospettiva, se sei Tu a vederti dall’alto, anche i problemi diventano più piccoli. Come potevo non scrivere un articolo su di loro.

Due Fratelli, due sognatori, due che hanno cambiato il Mondo.

Wilbur e Orville Wright – rispettivamente terzo e quarto figlio del pastore protestante Milton Wright – nacquero nello Stato americano dell’Indiana.

Wilbur venne alla luce nel 1867 a Millville mentre Orville nacque nel 1871 a Dayton, dove la famiglia si era trasferita.

Nessuno dei due frequentò l’università ma entrambi ebbero un’ottima formazione studiando privatamente.

Prima di dedicarsi al volo, i fratelli Wright si interessarono alla stampa.

Quando era ancora adolescente, Wilbur aprì una tipografia, in cui più tardi andò a lavorare anche Orville, e fondò un giornale, il West side news, nel 1889.

Dieci anni dopo il giornale chiuse e i due fratelli si dedicarono a un’officina meccanica di biciclette, lavoro che permise loro di mettere da parte il denaro necessario al finanziamento delle successive ricerche aeronautiche.

Nel corso dell’Ottocento, molti studi si erano occupati della possibilità di sollevare da terra mezzi dotati di motore.

I fratelli Wright si convinsero che ciò era POSSIBILE a patto di affrontare contemporaneamente tre problemi:

1.Realizzare una superficie in grado di sostenere il volo (le ali).

2.Mettere a punto un metodo per bilanciare e controllare l’aeroplano.

3.Disporre di un mezzo di propulsione adeguato.

Il secondo era il problema che sembrava più difficile da risolvere, ma proprio l’esperienza acquisita nella costruzione di biciclette un mezzo estremamente instabile, li convinse che si poteva superare l’ostacolo.

I due fratelli si resero conto che se su un lato dell’aereo, le ali presentavano un’angolazione maggiore rispetto all’altro, il mezzo avrebbe ricevuto proprio su quel lato una maggiore spinta in grado di modificare la direzione di volo.

Verificata sperimentalmente questa intuizione nel 1899 su un aquilone, la applicarono in seguito a un grosso aliante trainato da un mezzo a terra.

Passarono poi a un aereo in grado di trasportare un passeggero: ne costruirono diversi prototipi, finché nel 1902 realizzarono un mezzo che si guidava un po’ come oggi si manovra un deltaplano. A questo punto delle proprie ricerche, si sentirono pronti a costruire un aeroplano vero e proprio.

Nel 1903 i fratelli Wright realizzarono un aereo con apertura alare di 12 m, massa di circa 340 kg (compreso il pilota), dotato di un motore a scoppio con quattro cilindri e potenza di 12 CV. Dovettero costruire da soli il motore, perché quelli disponibili sul mercato costavano troppo.

Il telaio dell’aereo era realizzato in legno, le ali in tessuto pesante, e il sistema di controllo era costituito da un timone che azionava alcuni tiranti.

Il 17 dicembre del 1903, a Kitty Hawk, in Pennsylvania, i fratelli Wright riuscirono a effettuare con questo mezzo quattro brevi voli il più lungo durò 59 secondi, su distanze di poche decine di metri e segnarono così la nascita dell’aviazione.

Per 59 secondi l’uomo volò e da lì tutto il resto è storia … Si sono fermati davanti alle difficoltà ?

Si sono scoraggiati non avendo i soldi per comprare il motore?

Come hanno fatto ha non aver paura di cadere?

Puoi diventare quello che VUOI Basta dimenticare ciò che SEI!!

La nostra capacità di immaginare delle cose all’apparenza IMPOSSIBILI ha cambiato il mondo tante volte e continueremo a farlo se non chiuderemo la porta a questo DONO che abbiamo.

Rompere gli schemi vuol dire abbattere le barriere mentali per dar spazio e vita all’immaginazione e quindi al nostro FUTURO.

Il fatto che sono diplomata in Aeronautica Militare non credo sia un CASO …

Mi ricordo quando entrai in classe il primo giorno, quelli che poi divennero i miei compagni, ovviamente tutti uomini, mi guardarono e mi dissero:” E tu cosa ci fai qui?”

Gli risposi. “ Sono qui perché Amo Volare.”

Oggi coltivo ancora questa passione, ma il volo che AMO di più è quello all’interno del nostro Potenziale, uno spazio inesplorato che vale la pena CONOSCERE!